In questi ultimi giorni, dopo un'accurata analisi, abbiamo individuato una zona che vorremmo fosse valorizzata, come richiesto dal progetto ilnostropaesaggio.it promosso dal FAI in collaborazione con la IULM. I vari paesi in cui abitiamo noi, ragazzi della I A, presentano molte testimonianze del passato, spesso dimenticate anche dagli stessi cittadini. Quindi è stato facile individuare un’area interessante dal punto di vista archeologico. Infatti a 5 km da Manduria c’è un antico sito di circa 50 ettari posto sotto vincolo archeologico, ma tuttora abbandonato a se stesso ed ai tombaroli. Al suo interno le zone di maggiore interesse sono l’acropoli, la necropoli, le tre cinte murarie ed i resti di un’edificio.
Per avere maggiori informazioni su questa zona ci siamo rivolti ad una guida: Angela Greco di Profilo Greco. Insieme a lei ci siamo recati sul posto e abbiamo potuto vedere tutte le aree più interessanti e la loro relativa storia.
L’area è stata abitata dai Messapi dall’VIII al III secolo a.C. e in seguito da altre popolazioni fino al periodo medievale, dal momento che sono stati ritrovati resti di ceramiche invetriate gialle e verdi (da EMERGENZE E PROBLEMI ARCHEOLOGICI - Regione Puglia - CRSEC TA/55 - MANDURIA E CRSEC TA/52 - TARANTO con contributi di E. Lippolis, L. Giardino, R. Scionti e P. Tarentini). Questa zona archeologica era già conosciuta alla fine del XVIII secolo come dimostrano gli scritti degli storici locali De Cristoforo(1799), Marciano(1850) e Arditi(1899).
Il primo scavo venne effettuato nel 1901 dall’archeologo Caruso dopo la scoperta di don Tommaso Tafuri-Schiavoni di 56 tombe appartenenti sicuramente al periodo antico nell'area della bassa collina. Egli era un nobile latifondista, proprietario di tutta la zona fino al mare.
L'archeologo scoprì tredici tombe nella parte a sud a ridosso della terza cerchia muraria. Tutto il materiale rinvenuto fu portato, ed è tuttora conservato, nel museo archeologico di Taranto. Solo dopo circa sessant’anni, nel 1964, gli studiosi Leo e Franciolini si interessarono nuovamente della zona scoprendo, grazie a ricognizioni aereofotografiche effettuate nel 1945, tre cerchie murarie. Nel 1984 fu posto il vincolo archeologico a quest’area dopo che furono effettuati trenta saggi di scavi dal dottor A. Alessio, tuttora soprintendente di Manduria, nella zona a ridosso della seconda e della terza cerchia muraria.
L’area della necropoli, in cui sono individuabili 17 tombe, e i resti dell'antico “edificio” furono scoperti negli scavi effettuati dall’Università di Firenze a partire dal 1989 fino al 2001 dalla dottoressa Lepore che abbandonò gli scavi per mancanza di supporto da parte delle istituzioni pubbliche (da Angela Greco - la nostra guida). Alcuni storici locali sostengono che questa zona sia stata abitata fino al periodo medievale ed era chiamata "Felline". Questo luogo intorno alla metà del 1300 divenne proprietà dei monaci benedettini del monastero di San Lorenzo d’Aversa. Non si è certi però che la zona corrispondesse a quella dell’area archeologica.
Purtroppo sono davvero poche le notizie certe su questo sito, e pertanto vogliamo farlo conoscere a tutti e chiedere una maggiore collaborazione per scoprire nuove informazioni sul nostro passato.
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